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viaggiando... frammenti...

Tiepido il tramonto squarciava le nubi calde. Si udiva il tintinnio

delle posate nei piatti. L’odore di pesce grigliato,di brodo. L’odore di   

vino frizzante. Nell’aria svolazzava  profumo costoso di donna. Odore di 

lacca e di cipria. Vecchie signore ingioiellate sfilano nei marciapiedi 

scrutando attentamente ogni vetrina, affiancate da grassi uomini dai 

ventri obesi, dai polsi adornati da grossi orologi dorati, nei quali ogni

lancetta batte un secondo di diamante.

 

Le vie sono poco popolate.I balconi delle case in alabastro e marmo 

riflettono i raggi del sole,scottandomi lo sguardo, obbligandomi ad 

abbassare gli occhi, a inchinare il capo indolenzito.

 

Non può essere lo stesso posto dell’altra notte, dove ho parlato col mare. 

Dove ho assaggiato un ricordo di cannella.

 

Accendo una Memphis blu chetrovo nel taschino della camicia, e mi pare 

di inquinare l aria. Mi sentosporco. Mi incammino dove, mi pare di 

ricordare, ho una casa, o comunque unposto dove potermi distendere, 

dove potermi addormentare.

 


Quando mi affaccio al mio piccolo appartamento, subito l' odore di  

chiuso e di stantio m' invade. Trovo ancora le lenzuola spiegazzate nel 

letto, il cuscino per terra, un bicchiere sporco e appiccicoso di gin nel 

comodino.

 

 

L’odore della tua pelle.

 

 

 

Pubblicato il 30/4/2009 alle 12.58 nella rubrica Diario.

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