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Visita al poeta...

                      



 

Si apre la porta lentamente. Do le spalle a una presenza costante,

sento dentro di me, i suoi passi leggeri , eterea è l’immagine che

mi accoglie, avvolge l’idea di una sensazione solamente

immaginata e lasciata correre dietro a tante altre…Un eterno

girotondo di gonne di pizzo e velluto, che lasciano scorgere un

centimetro di candore all’avvento di ogni calda brezza. Sfumata

 questa essenza, ritorna a martoriarmi l’idea del suo arrivo,

 imprevisto incantevole e straziante.Goffo il mio corpo cerca di

accogliere questa cascata angelica di luci e profumi, ma sfugge

ancora,il tentativo di inebriarmi di senso e stupore! Sposto

 delicatamente quel ciuffo di capelli che insistente ricade sulla

fronte affranta e sommersa di piacere, raccolgo le parole

incastonate tra gli sguardi fedeli , e armato di solenne poesia mi

 scaglio contro questo spettro di fantasia e essenza, allargandole

le braccia e baciando la sua bianca pelle, lecco il suo profumo per

assaporarlo,per assorbire tutta questa bellezza, senza

tralasciare un centimetro di colore e di carne. Strofino il volto nel

ventre caldo, ricado nelle cosce schiuse e inspiro tutto il candore

che posso, affamato di carne e di poesia, di passione e di stupore.

Lascio che le mie labbra si aggroviglino alla sua circonferenza

senza perimetro e senza ossa. Solo sapore.

 

Notebianche*

Pubblicato il 26/3/2009 alle 2.54 nella rubrica Diario.

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