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spasmi di passato

                           


 

 Guardo le tue mani, i palmi grandi,spaziosi, potrebbero ospitare tutta me stessa. Tintinnano lentamente, accarezzano la tua chitarra, come fosse il mio corpo. Potrei stare ore così, a respirare questa eterna magia, è un vortice di ricordi, di immagini indelebili. Ogni tanto un sussurro, qualche parola canticchiata timidamente. Sai che  ti tengo gli occhi addosso, e aspetto con ansia che tu canti le mie parole. Aspetto di vedere lo scenario della nostra arte unita, danzante, come un sipario che all'improvviso aprendosi, spruzza colore in tutti gli spalti, in tutti i sedili, in ogni volto sbalordito. Astratto. E' astratta questa essenza.

Un lungo maglione nero con i fili tirati, una sigaretta stretta tra le dita, gli occhi fissi e dipinti di kajal. I tuoi capelli come una cascata piovono dalla fronte oscurando il tuo sguardo verde.Niente sorrisi, solo il beffardo pensiero di essere arte. Le parole non servono, bastava poter respirare queste vibrazioni inesauribili.

L'inverno congela i rami degli alberi, marca il respiro caldo che esce tremante dalle labbra tagliando l'aria fredda. Quando pensavamo di possedere i segreti della vita, i segreti dell'amore. Li è sbocciata una vita, una vita che ha giocato con i nostri volti, che li ha scambiati, mascherati, e poi persi.



Notebianche

Pubblicato il 24/1/2009 alle 21.21 nella rubrica Diario.

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