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E così, continuo ad ascoltare il vento impigliato tra i capelli...quando l' alba sale illuminando i primi sorrisi increspati nel cielo. Alzo gli occhi verso il sole freddo, inumidisco le labbra con una lacrima risorta. Una perla tra le mani, si sfrega tra le rughe delle mie dita indolenzite.
Cerco di ricordare il giorno in cui ho abbandonato il mio sguardo, il giorno in cui, ho cercato di dipingerlo nel vento, di catturarlo tra le foglie degli alberi, il giorno in cui ho deciso che nessuno avrebbe potuto più goderne.
Sono scappata, mi sono nascosta, aggrappata ai rami sottili degli alberi. incatenati al suolo, immobilizzati da ogni profumo...Li è germogliata la mia pelle, li si è impresso ogni sogno. Li. Non sono più riuscita a porgere le mie mani, non sono più riuscita a farmi toccare, sfiorare...
Cercando di varcare il perimetro dell infinito, dove pensavo di aver racchiuso le mie parole più preziose, le mie note solitarie, le mie melodie più impalpabili.

Ho camminato a lungo scalza nella folla alla ricerca di un sogno. Mi sono insinuata in ogni ruga, in ogni espressione, ho assaporato il profumo della pelle, delle mani, degli sguardi. Mi sono sentita un giullare senza cappello e senza sorriso, senza ironia e senza più colori. Ho sentito la testa piena di solchi, piena di voragini dalla quale venivo inghiottita, giorno per giorno..istante per istante.





L'aria fredda scivola sotto il mio abito, avvolgendomi la pelle rabbrividita, ruvida, bianca.
Accarezzo il mio viso bianco, incipriato di delusione,
macchiato dalla pioggia dorata che ora sta scivolando in questa scultura di vetro, che sono ormai diventata...
Creata dal vento,....baciata dalla notte...sfiorata da una goccia di cielo...
...





...

Pubblicato il 3/6/2007 alle 15.55 nella rubrica Diario.

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